
Il vicepresidente BCC Fano Luciano Radici (in piedi a destra) alla presentazione del progetto Murum Dedit
Le Mura Romane e la Porta d’Augusto di Fano come non le abbiamo mai viste: nasce il gemello digitale del cuore antico della città. Oggi alle 17,15 a Palazzo San Michele è in programma la presentazione dei risultati del progetto “Murum dedit” che ha portato al rilievo e alla digitalizzazione dell’imponente cinta muraria romana e del suo accesso monumentale. L’iniziativa è stata voluta dal Centro Studi Vitruviani e realizzata dall’Università Politecnica delle Marche e realizzato in collaborazione, tra gli altri, con BCC Fano. Un lavoro scientifico, ma anche profondamente culturale, che proietta Fano nel futuro della valorizzazione del patrimonio storico.
L’intervento è stato condotto dal Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura dell’ateneo marchigiano, sotto la guida del professor Paolo Clini, direttore del laboratorio DHeKalos_Lab, e del professor Oscar Mei, docente di archeologia classica all’Università di Urbino e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani. Una sinergia virtuosa che ha coinvolto enti pubblici e privati, tra cui il Comune di Fano, la Fondazione Carifano, BCC Fano e la Soprintendenza.
Il progetto ha portato alla creazione di un modello 3D ad altissima risoluzione della cinta muraria compresa tra l’Arco d’Augusto e la Rocca malatestiana. Si tratta di un vero e proprio “gemello digitale”, costruito grazie a rilievi laser scanner ad alta precisione, fotogrammetrie con drone e georeferenziazione GPS. Un lavoro meticoloso, svolto tra ottobre 2024 e maggio 2025, che consente oggi di esplorare le Mura Romane in ogni dettaglio, da remoto, tramite piattaforme web e tour virtuali.
Un ponte tra passato e futuro
«Le Mura Romane e la Porta d’Augusto sono il cuore della nostra identità cittadina ha sottolineato il sindaco Luca Serfilippi – e questo gemello digitale rappresenta uno straordinario strumento di conoscenza e promozione che rafforza l’immagine di Fano nel mondo». Un’opera, dunque, che guarda lontano, combinando tradizione e tecnologia, come sottolineato anche dall’assessore alla cultura Lucia Tarsi, che ha parlato di «un grande passo avanti nella valorizzazione del patrimonio fanese, in coerenza con l’eredità di Vitruvio».
Il progetto non si è limitato alla sola digitalizzazione, ma ha incluso anche la realizzazione di un modello virtuale interattivo, navigabile online, utile sia alla comunità scientifica sia al grande pubblico. Strumenti che abilitano nuove forme di fruizione e tutela, capaci di rendere accessibile il patrimonio anche a distanza. E grazie a PANO 2VR, è stato sviluppato un tour virtuale immersivo che permette di “camminare” lungo le mura e osservare ogni dettaglio architettonico con qualità fotorealistica.

Presentazione Murum dedit: da sinistra il presidente del Centro Studi Vitruviani Dino Zacchilli, l’assessore alla cultura Lucia Tarsi, il prof. Paolo Clini, il prof. Oscar Mei, il vicepresidente BCC Fano Luciano Radici
Un investimento culturale e tecnologico
Il presidente del Centro Studi Vitruviani, Dino Zacchilli, ha sottolineato il valore dell’operazione anche in termini identitari e promozionali: «Abbiamo voluto restituire alla città uno strumento scientificamente accurato, ma anche comunicativo, capace di raccontare al mondo chi siamo e da dove veniamo. Le nostre mura rispondono ai canoni vitruviani: questo progetto rafforza il legame tra Fano e il grande architetto romano».
La digitalizzazione si inserisce nel più ampio percorso di studio e valorizzazione di Fanum Fortunae, già avviato con la realizzazione della carta archeologica della città. Ora, con questo nuovo traguardo, Fano dispone di un patrimonio digitale d’eccellenza, utile per la conservazione, per la didattica, per il turismo culturale e per una comunicazione contemporanea della propria storia.
Realtà virtuale e partecipazione
A conclusione dell’evento i partecipanti si ritroveranno presso il Museo della Via Flaminia per vivere un’esperienza di realtà virtuale immersiva basata sui dati del rilievo. Una dimostrazione concreta di come innovazione digitale e partecipazione culturale possano convivere, trasformando l’archeologia in un’esperienza condivisa e accessibile.
In definitiva, il progetto “MURUM DEDIT” rappresenta una best practice di rilievo digitale e valorizzazione del patrimonio, realizzata in collaborazione tra enti pubblici, università e partner locali come la BCC di Fano, che conferma ancora una volta l’impegno a favore del territorio e della sua identità culturale.
Nel corso dell’ultima edizione di Banca e Famiglia per la consegna delle borse di studio, BCC Fano ha sostenuto con l’università di Urbino il progetto di terza missione “L’arte che conta: quando la bellezza incontra l’esattezza”. Un percorso che si è soffermato in particolare sul patrimonio storico e archeologico romano di Fano.
- Il sindaco Luca Serfilippi alla presentazione di Murum Dedit
- La locandina di Murum dedit
- Centro Studi Vitruviani, Murum Dedit
- Murum dedit, digitalizzazione delle mura romane








