
Sopravènto 2026, la presentazione con l’assessore al turismo e grandi eventi Alberto Santorelli, il dirigente del settore turismo e cultura del Comune Ignazio Pucci, Mattia Priori di Rebel House e Mario Facchini Pipéta, foto Marco Giovenco
Dal 15 al 17 maggio Fano torna a respirare musica e mare con la terza edizione di Sopravènto, un festival che negli anni ha costruito un’identità riconoscibile, capace di tenere insieme la scena musicale contemporanea e le radici più profonde della città. Diretto artisticamente da Colapesce e Dimartino e organizzato da Rebel House e Comune di Fano, con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura e, tra gli altri, il sostegno di BCC Fano, il progetto trasforma il centro storico e il waterfront in un palcoscenico diffuso, dove concerti, incontri e momenti di condivisione dialogano con la tradizione marinara. Il nome stesso, mutuato dal lessico della navigazione, racconta questa direzione: stare “dalla parte del vento”, dentro una dimensione che unisce memoria e contemporaneità.
Tre giorni in cui la città diventa palcoscenico
Per tre giorni Fano cambia ritmo e prospettiva. La città si apre, si muove, si racconta attraverso luoghi simbolo che diventano parte integrante dell’esperienza. Il cuore resta l’Ex Chiesa di San Francesco, spazio sospeso tra storia e presente, dove la musica trova una dimensione raccolta e intensa. Qui si alternano artisti italiani e internazionali, in concerti che mettono al centro la scrittura e l’ascolto. Ma Sopravènto non si esaurisce nei live serali. Il festival si sviluppa lungo un percorso che attraversa la darsena, la spiaggia e il centro storico, creando un dialogo continuo tra musica e paesaggio. Uno dei momenti più evocativi è in programma all’alba del 17 maggio, sulla Spiaggia Sassonia, con il concerto di Brunori Sas, quando il pubblico si ritroverà a pochi metri dal mare, in un’atmosfera intima e quasi sospesa.
Tradizione e identità: il valore del mare
Sopravènto è prima di tutto un racconto. Un racconto che parte dal mare e dalle storie di chi lo vive ogni giorno. Non è un caso che il festival si apra e si chiuda con la processione del barchino, simbolo potente della marineria fanese, accompagnata da canti e partecipazione collettiva.
«Il legame tra musica e identità marinara conferisce al festival un significato profondo», osserva l’assessore al turismo e grandi eventi Alberto Santorelli, sottolineando come il progetto riesca a coinvolgere la comunità e a rievocare memorie condivise. È proprio questa dimensione a rendere Sopravènto qualcosa di diverso da un semplice cartellone di concerti: un’esperienza culturale che tiene insieme generazioni e linguaggi.
La visione artistica: ascolto e autenticità
Alla base del festival c’è una scelta precisa, quasi controcorrente. «Al centro resta il dialogo tra canzone e mare», spiega Antonio Di Martino, evidenziando come l’idea sia quella di riportare la musica a una forma essenziale, lontana dalle sovrastrutture. Una visione condivisa anche da Colapesce, che insiste sull’importanza dello spazio e dell’ascolto. I concerti diventano così momenti raccolti, spesso acustici, in cui la relazione tra artista e pubblico è diretta, senza filtri. Una cifra stilistica che negli anni ha definito l’identità del festival, rendendolo riconoscibile anche a livello nazionale.
Non sorprende quindi l’interesse crescente attorno a Sopravènto, con richieste di partecipazione che arrivano da tutta Italia e biglietti a ruba nel giro di pochissimo.
- Sopravènto 2026, l’intervento in collegamento di Colapesce, foto Marco Giovenco
- Sopravènto 2026, l’intervento in collegamento di Dimartino, foto Marco Giovenco
- Sopravènto 2026, conferenza stampa con l’assessore al turismo Alberto Santorelli, Mattia Priori di Rebel House e Mario Facchini Pipéta, foto Marco Giovenco
- Sopravènto 2025_ph. Mattia Priori
Crescita e futuro: un progetto condiviso
Il percorso di crescita è evidente anche nelle parole di Mattia Priori di Rebel House, che parla di un festival in progressiva strutturazione, capace di ampliare le proprie attività e di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. L’introduzione di nuovi spazi e momenti di incontro va proprio in questa direzione, senza però snaturare lo spirito originario. L’obiettivo è chiaro: continuare a sviluppare il progetto mantenendo forte il legame con il territorio, valorizzando al tempo stesso la qualità artistica e l’esperienza del pubblico.
Il ruolo di BCC Fano: investire nella cultura
In questo percorso, il sostegno dei partner gioca un ruolo decisivo. BCC Fano ha confermato la propria presenza al fianco del festival, contribuendo in modo concreto alla realizzazione di un evento che mette al centro cultura, comunità e territorio. Il supporto della banca di credito cooperativo rappresenta un esempio di come il sistema economico locale possa affiancare e sostenere progetti culturali capaci di generare valore diffuso. Non solo visibilità, ma anche opportunità di crescita, attrattività turistica e coesione sociale.
Un piccolo grande festival
Alla sua terza edizione, Sopravènto si conferma un appuntamento capace di distinguersi nel panorama nazionale. Un festival che cresce senza inseguire i numeri a tutti i costi, ma puntando sulla qualità dell’esperienza. Tra musica e mare, tra tradizione e contemporaneità, Fano trova in questi tre giorni una sintesi efficace della propria identità. E Sopravènto, sostenuto anche da realtà come BCC Fano, continua a navigare nella direzione giusta, con il vento a favore.
Prevendite su liveticket e sconti per i Soci BCC Fano.











