
Il Direttore generale Giacomo Falcioni e il Presidente BCC Fano Claudio Benvenuti all’udienza di Papa Prevost dedicata al Credito Cooperativo, maggio 2026, foto Archivio BCC Fano
BCC Fano ha partecipato all’udienza che Papa Leone XIV ha riservato in Vaticano ai rappresentanti del Credito Cooperativo italiano. L’incontro si è svolto in occasione del 135° anniversario della “Rerum Novarum”, l’enciclica promulgata da Papa Leone XIII il 15 maggio 1891 e considerata il testo fondativo della Dottrina sociale della Chiesa.
A rappresentare l’istituto fanese il Presidente Claudio Benvenuti e il Direttore generale Giacomo Falcioni, presenti insieme alla delegazione delle oltre 200 Banche di Credito Cooperativo, Casse Rurali e Casse Raiffeisen aderenti al sistema della cooperazione mutualistica di credito. L’incontro ha assunto un forte valore simbolico e culturale per il mondo delle BCC, nato proprio sulla spinta ideale dei principi contenuti nella “Rerum Novarum”: centralità della persona, dignità del lavoro, solidarietà sociale e sviluppo delle comunità.
Nel suo discorso, Papa Leone XIV ha richiamato il ruolo sociale della finanza e la responsabilità degli istituti di credito nel favorire inclusione, sviluppo diffuso e coesione sociale. «Le vostre istituzioni finanziarie – ha affermato il Pontefice – hanno favorito, in modi diversi, una giusta condivisione e ridistribuzione di ricchezza tra individui, imprese e istituzioni». Parole che riconoscono il contributo storico del Credito Cooperativo nel sostenere famiglie, imprese e territori, soprattutto nelle realtà locali.
La finanza al servizio delle persone
Nel suo intervento, il Santo Padre ha sottolineato come il sistema bancario possa rappresentare uno strumento di crescita collettiva oppure, al contrario, accentuare disuguaglianze e squilibri sociali. «La concentrazione di capitali e la disponibilità di qualificate competenze – ha proseguito Papa Leone XIV – comportano la duplice possibilità di farsi promotore di equa condivisione per il benessere generale oppure, in negativo, fautore di accumuli egoistici».
Un passaggio che richiama direttamente i valori alla base del Credito Cooperativo, fondato sulla mutualità e sul sostegno all’economia reale. Per il Pontefice, infatti, il credito non può essere interpretato soltanto come uno strumento finanziario, ma deve mantenere una funzione sociale capace di creare opportunità, accompagnare la crescita delle famiglie e sostenere il tessuto produttivo dei territori.
«In banca non entrano capitali, ma persone»
Uno dei passaggi più significativi del discorso del Papa ha riguardato il rapporto tra innovazione tecnologica e centralità della persona. In una fase storica segnata dalla digitalizzazione dei servizi finanziari e dall’utilizzo crescente di sistemi automatizzati, Leone XIV ha invitato il Credito Cooperativo a custodire la propria tradizione di prossimità e ascolto. Non è un caso che la Convention 2026 BCC Fano che si è svolta lo scorso18 aprile sia stata incentrata sul tema dell’intelligenza artificiale e sui suoi risvolti anche etici. Tra l’altro il prossimo 25 maggio il Santo Padre presenterà la sua prima enciclica “Magnifica Humanitas” dedicata proprio all’IA e alla necessità di porre al centro la dignità della persona.
«Lo spirito delle vostre fondazioni ricorda a tutti che in banca non entrano in prima analisi capitali, ma persone – ha osservato Papa Prevost – e che dietro ai numeri ci sono donne e uomini, famiglie che hanno bisogno di aiuto».
Il valore della mutualità e delle comunità locali
A sottolineare il significato dell’incontro è stato anche il Presidente di Federcasse Augusto dell’Erba, che ha ricordato come il Credito Cooperativo sia nato proprio grazie all’impulso ideale della “Rerum Novarum”. «Un’enciclica dai contenuti ancora oggi di straordinaria attualità – ha dichiarato – perché ci ricorda che economia e comunità non possono essere separate». Dell’Erba ha evidenziato come oltre metà delle BCC italiane abbia oggi più di cento anni di storia (a fine anno BCC Fano taglierà il traguardo dei 115 anni, n.d.r.) e continui a operare secondo logiche mutualistiche e partecipative, promuovendo inclusione sociale, sostegno alle famiglie, credito alle imprese e sviluppo dei territori. Un modello che continua a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale, soprattutto nelle realtà locali e nei centri più piccoli, dove la presenza di una banca di territorio mantiene un valore strategico per famiglie, associazioni e attività produttive.
BCC Fano e l’impegno verso il territorio
La partecipazione del Presidente Claudio Benvenuti e del Direttore generale Giacomo Falcioni all’udienza in Vaticano conferma la visione di una banca orientata alla vicinanza alle persone e allo sviluppo della comunità. «L’attenzione che il Santo Padre ha riservato al sistema del Credito Cooperativo e, dunque, anche a BCC Fano riempie di orgoglio ed è un fortissimo stimolo a proseguire con passione e coscienza il lavoro impostato dai fondatori – ha detto il Presidente Benvenuti – e a tenere viva quell’identità che affonda le radici nella mutualità bancaria e nella capacità di trasformare il risparmio in sostegno concreto al territorio. Il Papa ha esortato a orientare l’impegno verso “un’etica della solidarietà”: parole che per noi di BCC Fano rappresentano davvero un faro».
- Udienza Papa Prevost Credito Cooperativo, maggio 2026, foto Archivio BCC Fano
- Udienza Papa Prevost Credito Cooperativo, maggio 2026, foto Archivio BCC Fano
- Udienza Papa Prevost Credito Cooperativo, maggio 2026, foto Ufficio stampa Città del Vaticano









